La valutazione del patrimonio museale: il caso del Museo di Storia Naturale di Firenze

By | 2017-12-29T17:37:13+01:00 December 27th, 2017|

Manetti Giacomo, Valeri Massimo/ Financial Reporting, Riviste / Fascicolo: 3-2012


Il presente lavoro mira ad individuare le prassi per la valutazione dei beni culturali di proprietà delle pubbliche amministrazioni attraverso lo studio del caso del Museo di Storia Naturale di Firenze. Dopo aver esaminato le principali indicazioni della prassi e della dottrina in tema di valutazione dei beni culturali, gli autori affrontano un caso di studio nel quale è stato adottato, per l’inventariazione dell’intero patrimonio museale, uno dei metodi in precedenza discussi, ossia la stima degli esperti, quale proxy del valore di mercato delle collezioni. Con riferimento al caso di studio si indicano le motivazioni a supporto del metodo adottato e le difficoltà incontrate nella conduzione del processo valutativo. Dall’indagine condotta emergono alcuni limiti ed alcuni potenziali sviluppi della ricerca, evidenziati nelle conclusioni, sui criteri di valutazione del patrimonio museale.

This work aims to determine the practices in the valuation of public heritage assets by analyzing the case of Natural History Museum of Florence. After examined the main recommendations in the valuation of cultural assets from practice and theory, the authors are checking the research hypothesis that monetary assessment of collections may improve the discharge of internal and external accountability duties of the museum, by screening the methods useful for this goal. Among these methods, a particular attention is dedicated to the expert appraisal as a proxy of the collections market value. The case study, that has been selected because of its criticality, confirms the research hypothesis, even if some limitations and potential developments emerge from the analysis and are discussed in the conclusions.

Keywords: Museum heritage, public heritage assets, expert assessment, market value, Contingent Valuation Method, Natural History Museum of Florence


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Rilevanza ed affidabilità del valore contabile dell’avviamento e dei beni immateriali sul mercato italiano

By | 2017-12-29T17:39:11+01:00 December 27th, 2017|

Liberatore Giovanni, Ridi Tommaso, Di Pietro Filippo/Financial Reporting, Riviste / Fascicolo: 3-2012


Il presente lavoro si propone di indagare quale sia la rilevanza e l’affidabilità percepita dal mercato finanziario sul valore espresso nel bilancio d’esercizio sui beni immateriali e l’avviamento delle società quotate. Lo studio ha analizzato le aziende quotate al FTSE Italia All-share, nel periodo fra il 2002 ed il 2008. Attraverso un modello di regressione a più variabili si è verificato che: a) il valore contabile dei beni immateriali e dell’avviamento sono correlati positivamente al valore di mercato del capitale, b) la transizione agli IAS/IFRS non ha comportato un incremento della rilevanza ed affidabilità percepita dal mercato dei beni immateriali e avviamento.

We examine the value relevance and reliability perceived by the market for goodwill and identifiable intangible assets as reported in the financial statements of a sample of Italian listed companies. The dataset is composed of companies listed on FTSE Italia All-share during the period 2002-2008. Using a multiple regression model, our findings suggest that for the Italian companies the information relating to goodwill and identifiable intangible assets is value relevant in terms of market value. Moreover, we did not find any significant change in the reliability of these items after the introduction of IAS/IFRS.

Keywords: intangible assets, goodwill, value relevance, reliability, market value, IAS/IFRS


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