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Il prospetto di raccordo nella comunicazione economico-finanziaria consolidata

By | 2017-12-27T17:33:33+02:00 December 27th, 2017|

Fornaciari Luca/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 4-2011


Il lavoro approfondisce la funzione informativa del prospetto di raccordo tra i valori di sintesi d’esercizio e quelli di gruppo nell’ambito della comunicazione economico- finanziaria consolidata. Attraverso un’analisi empirica compiuta sui prospetti redatti da un campione di cento società quotate alla Borsa Valori di Milano, sono offerte alcune considerazioni sulla capacità degli schemi presentati di soddisfare le finalità informative per le quali vengono redatti. Obiettivo del contributo è aumentare la chiarezza, la trasparenza e la comparabilità dei prospetti redatti, al fine di una migliore tutela del risparmio. In particolare, tale finalità è perseguita attraverso la presentazione di due possibili schemi che dovrebbero consentire di superare le carenze emerse dall’indagine.

This paper explores the information function of reconciliation statement between the values of financial statements and those of group. Through an empirical analysis carried out on statements drawn from a sample of 100 companies listed on the Milan Stock Exchange, have offered some observations on the ability of the schemes to satisfy the informational purposes for which they are drawn. The aim of the contribution is to increase the clarity, disclosure and comparability of reconciliation statements drawn up in order to better protect of investors. In particular, this objective is pursued through the presentation of two possible schemes that are expected to overcome the shortcomings revealed by the survey. Key words: consolidated financial statement, reconciliation statement, international financial reporting standards, group, minorities, companies listed.

Keywords:  consolidated financial statement, reconciliation statement, international financial reporting standards, group, minorities, companies listed


 

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L’efficacia del sistema dei controlli contabili delle società quotate italiane: un’analisi delle impugnative di bilancio effettuate dalla Consob

By | 2017-12-27T17:32:40+02:00 December 27th, 2017|

Romano Giulia, Guerrini Andrea/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 4-2011


L’oggetto di indagine del presente lavoro è costituito dal sistema dei controlli sull’informativa contabile diffusa dalle società quotate, con particolare riferimento al bilancio di esercizio e consolidato. Attraverso l’analisi dei casi in cui la Consob ha esercitato il potere di impugnativa sui bilanci, gli Autori effettuano un’indagine sull’efficacia dei principali presidi di controllo previsti dalla normativa vigente, rappresentati dal collegio sindacale e dalla società di revisione, nominati entrambi dall’assemblea dei soci. Le evidenze empiriche segnalano alcune criticità rilevanti che caratterizzano le attività di controllo ed i “giudizi” sull’informativa contabile dei due organi.

This article enquires the internal control system over financial reporting in Italian listed companies. The Authors selected all the firms that received an accounting enforcement action by Consob from 2002 to 2009. For these cases they analyze the audit reports and the board of statutory auditors reports in order to evaluate a congruence with the findings signaled by Consob. The empirical evidence shows some relevant weaknesses which characterize the control activities carried out by the two main actors of the Italian internal control system over financial reporting.

Keywords: internal control system, financial reporting control, accounting enforcement action, board of statutory auditors, audit firm


 

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La struttura del Comprehensive Income Statement: le indicazioni del progetto congiunto IASB-FASB Financial Statement Presentation

By | 2017-12-27T17:31:15+02:00 December 27th, 2017|

Pisani Michele/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 4-2011


Il progetto congiunto IASB-FASB Financial Statement Presentation si propone di definire l’impostazione di tutti i documenti necessari per formare un bilancio di esercizio che possa definirsi completo, ma grande attenzione è dedicata alla struttura del conto economico e alla rappresentazione del comprehensive income. Nel momento in cui i due corpi di principi contabili adottano un sistema misto di riconoscimento e di valutazione, fondato in parte sul costo storico e sul principio di realizzazione e in parte sul fair value e sulla logica delle variazioni patrimoniali, si pone il problema di valutare se la rappresentazione del reddito debba riflettere in modo neutro l’esistenza di questi due diversi paradigmi. Il lavoro esamina le soluzioni proposte nella struttura di conto economico al fine di esprimere su di esse un giudizio di merito alla luce delle indicazioni provenienti dai contributi teorici e dalle indagini empiriche svolte sull’argomento. Le innovazioni presentano indubbi vantaggi ma non risolvono le principali criticità legate alla rappresentazione del comprehensive income. L’incertezza che emerge dai contributi teorici ed empirici, che non consentono di individuare argomenti decisivi per basare le valutazioni esclusivamente sul reddito tradizionale o sul comprehensive income, rappresentano il principale argomento a supporto delle scelte conservative avanzate dai due board.

The IASB and the US FASB are presently involved in a joint project on financial statement presentation. After a discussion paper, published in October 2008, on July 2010 the boards decided to post a staff draft of proposed standard that reflect tentative decisions made to date, as a basis for extended stakeholder outreach activities. The objective of the financial statement presentation project is to establish a global standard that will guide the organisation and presentation of information in the financial statements, but the focus is on reporting comprehensive income. Since the IASB and the FASB accounting model mixes two income determination systems, namely, historical cost accounting and fair value accounting, an interesting question pertains to whether the display of comprehensive income should reflect the existence of these two paradigms. This article scrutinizes the proposed amendments to IAS 1 comprehensive income statement format while it reviews analytic, empirical and experimental research that addresses the presentation of income and the format of the income statement and presents the typical arguments made by proponents of historical cost net income and comprehensive fair value income. The research results are somewhat mixed, but they support the conservative decisions of the boards.

Keywords: comprehensive income, income statement, performance measure, earnings attributes, historical cost accounting, fair value accounting


 

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Tempo di framework. Non Sprechiamolo…

By | 2017-12-27T17:29:20+02:00 December 27th, 2017|

Quagli Alberto/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 4-2011


Nel recente gergo contabile italiano l’espressione Framework è entrata in voga dal 1989, anno in cui lo IASC diffuse la versione del Framework che è ancora in vigore. Il framework rappresenta in sostanza la fonte di concetti basilari ai quali si devono ispirare tutti gli standard riferiti alle specifiche poste contabili e alle problematiche di contabilizzazione delle singole operazioni. Avendo per riferimento il Framework dello IASB, il contenuto di tale documento basilare comprende le finalità del bilancio, strettamente connesse con la definizione degli utenti e delle relative esigenze informative, le assunzioni di base, i postulati dell’informazione contabile (caratteristiche qualitative che determinano l’utilità dell’informativa contenuta nel bilancio), gli elementi componenti il bilancio, i concetti fondamentali di attività, di passività e di patrimonio netto, di costo e di ricavo, i criteri generali di contabilizzazione e valutazione, il concetto di capitale e della sua relativa conservazione. Dal 2005 circa, sul Framework contabile si è riacceso il dibattito. Da quel periodo IASB e FASB stanno procedendo, non senza qualche rallentamento, alla stesura di un nuovo Framework che condizionerà il futuro di buona parte della contabilità mondiale. Delle sette fasi di cui si compone l’ambizioso progetto, ad oggi solo la prima si può dire conclusa (Objectives and qualitative characteristics), le tre successive sono in corso: (B) Definitions of elements, recognition and derecognition, (C) Measurement, (D) Reporting entity concept. […]

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Audit e Professioni Contabili. Nuova linfa alla Fiscalità differita attiva dalle modifiche al regime di riporto delle perdite fiscali

By | 2017-12-29T17:28:54+02:00 December 27th, 2017|

Macario Enrico/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 1-2012


L’art. 23, comma 9, del decreto legge n. 98 del 2011, recante Disposizioni urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria ha introdotto importanti modifiche alla disciplina del riporto delle perdite fiscali, intervenendo sull’art. 84 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (di seguito Tuir). Come è noto, il riporto delle perdite è un istituto presente sostanzialmente in tutti i Paesi che hanno sviluppato un sistema di tassazione sui redditi delle società e consiste nella possibilità, in presenza di un esercizio chiuso con un risultato fiscale negativo, di utilizzare il saldo negativo in questione per abbattere il risultato reddituale determinato in periodi d’imposta precedentemente chiusi (carry back), ovvero in periodi d’imposta futuri (carry forward). Il riporto delle perdite assolve alla fondamentale funzione di stabilizzare il carico fiscale degli esercenti attività d’impresa. La suddivisione dell’attività in singoli periodi amministrativi, infatti, potrebbe provocare l’effetto di alternare periodi di gestione negativa con successivi periodi di redditi d’esercizio. Senza il riporto delle perdite il soggetto passivo si troverebbe a pagare le imposte nei periodi di gestione positiva anche se il reddito dovrebbe ragionevolmente essere utilizzato per coprire le perdite di gestione degli esercizi precedenti. Il sistema fiscale italiano si caratterizza per il solo riporto in avanti (carry forward) delle perdite fiscali maturate in un determinato periodo d’imposta. Fino al periodo d’imposta 2010, in base alle disposizioni del menzionato art. 84 del Tuir, la perdita di un periodo d’imposta poteva essere portata in diminuzione del reddito prodotto nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quinto, per l’intero importo che trovava capienza nel reddito imponibile di ciascuno di essi. […]


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The determinants of segment disclosure: an empirical analysis on Italian listed companies

By | 2017-12-29T17:29:39+02:00 December 27th, 2017|

Pisano Sabrina, Landriani Loris/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 1-2012


In November 2006 the International Accounting Standards Board issued IFRS 8, which replaced IAS 14-Revised and became effective for the fiscal year beginning on or after 2009. IFRS 8 changed the items of information that companies have to disclose for each segment. The aim of the research is to examine the determinants of segment disclosures provided by Italian companies in both 2008 and 2009 using the framework of the proprietary costs theory. Moreover, the research investigates whether the implementation of IFRS 8 has brought companies operating in less competitive industries to adopt some opportunistic behaviors, reducing the level of segment disclosure provided in 2009, compared to that disclosed the previous year under IAS 14-R. The results show that higher levels of industry competition are associated with higher levels of segment disclosure. Moreover, we find that firms operating in less competitive industries decreased the items of information provided for each segment under IFRS 8, compared to those released the previous year.

Keywords: Informativa di settore, proprietary costs theory, IFRS 8, IAS 14-R, società quotate italiane


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La disclosure dei resoconti semestrali di gestione IAS-compliant. Evidenze empiriche sulle società quotate italiane

By | 2017-12-29T17:30:25+02:00 December 27th, 2017|

Lucchese Manuela/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 1-2012


Nel presente lavoro ci si propone di analizzare empiricamente il livello di disclosure integrativa presentata nei bilanci infrannuali conformi allo IAS 34. In particolare, si cerca di capire in primis se, data la crescente complessità aziendale, sia riscontrabile un incremento del grado di dettaglio delle informazioni integrative pur nel rispetto dei requisiti minimi indicati dallo standard. Successivamente, si provvede a verificare se il diverso livello della disclosure rappresentata sia imputabile a talune caratteristiche specifiche delle imprese quali la dimensione aziendale, la redditività, la struttura finanziaria, il rischio di mercato ed il rischio d’impresa. Il campione utilizzato per l’indagine empirica include i bilanci semestrali di 64 imprese italiane quotate pubblicati nel periodo 2005-2009. I principali risultati dimostrano che a livello infrannuale non si rileva un significativo incremento del grado di dettaglio informativo e che variabili come un’ampia dimensione nonché una più elevata redditività giocano un ruolo determinante nelle politiche di disclosure.

In this study we investigate empirically the extent of the financial disclosure presented in the notes of IAS 34-compliant interim financial reports. Particularly, we observe, first, if there is an increase of the detail level of interim disclosure despite the compliance with the minimal requirements of the international standard. Second, we examine if the different degree of interim disclosure depends on some specific characteristics of firms such as company size, profitability, leverage, business and market risk. The sample used for the empirical analysis includes the halfyearly reports of 64 Italian listed companies for the period 2005-2009. The main results show that it is not found an increase of interim disclosure detail degree and that the large company size and a higher profitability play, at interim, a major role in the disclosure policy of firms.

Keywords: interim disclosure, IAS 34, interim financial reporting, half-yearly reports


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Un nuovo approccio statistico per l’individuazione delle manipolazioni degli utili: evidenze empiriche dal mercato italiano

By | 2017-12-29T17:31:08+02:00 December 27th, 2017|

Di Narzo Antonio Fabio, Freo Marzia, Mattei Marco Maria/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 1-2012


Mediante uno studio di simulazione, questo articolo si propone di valutare l’efficacia nel mercato italiano dei metodi comunemente utilizzati nella letteratura nord-americana per individuare le manipolazioni di bilancio. Inoltre, viene proposta una nuova metodologia di stima degli accrual model – il modello delle misture – che non si basa su nessuna classificazione industriale e risolve alcuni dei problemi che questi metodi di indagine manifestano nei paesi con mercati finanziari di minori dimensioni. Dalle analisi svolte emerge che le tecniche d’indagine ampiamente utilizzate a livello internazionale sono efficaci anche nel nostro Paese e che il modello delle misture aumenta significativamente la potenza del test più efficace per ricercare la presenza di manipolazioni di bilancio. Complessivamente questi risultati indurrebbero a concludere che gli accrual model potrebbero essere utilizzati maggiormente dai ricercatori interessati ad investigare la presenza di politiche di bilancio in Italia.

Accruals models are usually estimated cross-sectionally by year and by two-digit SIC code. This estimation approach, however, on the one hand is not applicable in small capital market countries, such as Italy, due to the lack of observations, and on the other hand relies on the implicit assumption of homogeneity of the accrual-generating processes within industries, which sometimes does not hold within two-digit SIC codes. We propose a new estimating technique, the mixture approach, which does not rely on industry classifications and allows researchers to estimate abnormal accruals for the vast majority of firms in small capital market countries. Our analyses suggest that accruals model tests are not less effective in Italy than in other countries and that the mixture approach provides the most powerful test for earnings management.

Keywords: earnings management, accruals models, abnormal accruals, mixture model


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Per aspera ad astra: 2012, un anno molto importante per Financial Reporting

By | 2017-12-29T17:31:56+02:00 December 27th, 2017|

Quagli Alberto/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 1-2012


[Editoriale]

Per Financial Reporting il 2012, terzo anno di vita della rivista, sarà molto importante per il grosso sforzo che faremo sulla strada della internazionalizzazione, sotto vari profili. Anzitutto, come Comitato Scientifico abbiamo deciso infatti che dal 2012 le nuove sottomissioni alla rivista dovranno essere solo in inglese per ampliare la platea potenziale tanto di lettori quanto di autori. Già adesso la rivista ha in corso di referaggio oltre 20 paper in inglese, inviati tanto da autori italiani che stranieri. I primi numeri del 2012 conterranno ancora articoli in italiano i cui referaggi sono attualmente in corso, ma l’obiettivo è di avere una rivista tutta in inglese per la fine dell’anno, per poter poi puntare in futuro ad un accredita- mento presso le migliori Journal List internazionali. In secondo luogo, stiamo agendo sulla composizione del Comitato Scientifico, inserendo qualificati colleghi stranieri molto attivi nella ricerca. Gli ultimi entrati sono Joachim Gassen (Università di Berlino) ed Araceli Mora (Università di Valencia) e miriamo ad inserirne alcuni altri nel corso dell’anno. Infine, dal 2012 abbiamo deciso di svolgere il convegno annuale della rivista esclusivamente in inglese. Questo anno Financial Reporting terrà il suo convegno a Napoli, Università Parthenope, il 14 e 15 giugno, sotto la supervisione organizzativa del collega Raffaele Fiume e sarà il primo completamente in inglese (informazioni e inscrizioni tramite sito web http://www.frworkshop.com). Nello stesso senso stiamo cercando di aprire alla internazionalizzazione anche i contatti con i principali regulators europei per ospitare nella rivista il dibattito in merito alle questioni principali sullo standard setting europeo. […]


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La revisione dei principi contabili nazionali: prime considerazioni sul Progetto OIC

By | 2017-12-29T17:32:22+02:00 December 27th, 2017|

Gaetano Alessandro, Cimini Riccardo, Pagani Alessandra/ Financial ReportingRiviste / Fascicolo: 2-2012


Nel mese di maggio 2010, l’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) ha dato avvio ad un progetto di revisione dei principi contabili nazionali; tale progetto nasce con l’obiettivo dichiarato di rivedere, dal punto di vista formale e sostanziale, il contenuto dei suddetti principi in modo da poterli adeguare: all’evoluzione della normativa nazionale ed agli sviluppi della prassi contabile nazionale, tenendo conto degli sviluppi dottrinali nel frattempo intervenuti e considerando l’evoluzione della regolamentazione internazionale. Al fine di sgomberare il campo da possibili equivoci, va preliminarmente fatto presente che, anche se gli obiettivi dell’OIC sono quelli di aggiornare il contenuto dei principi nazionali sulla base della evoluzione della normativa e della prassi a livello domestico ed internazionale, ciò non implica necessariamente il voler imporre a tutti i costi soluzioni che portino alla convergenza verso i principi contabili internazionali IAS/IFRS, anche se alcune scelte di modifica della normativa comunitaria in tema di regolamentazione contabile appaiono allineate all’evoluzione di tali principi. Come chiaramente indicato nella lettera di presentazione del progetto, è lo stesso OIC a precisare che, vista l’adozione obbligatoria dei principi contabili internazionali IAS/IFRS per le imprese quotate e per alcune tipologie di imprese di maggiori dimensioni (ad esempio, banche e intermediari finanziari), si presuppone che i destinatari del rivisitato sistema di regole previsto dallo standard setter nazionale siano rappresentati da imprese che sono tendenzialmente dotate di dimensioni più ridotte e di strutture amministrative e di controllo meno articolate di quelle delle società quotate che, invece, al tempo dell’emanazione dei principi contabili nazionali, rappresentavano i principali destinatari dell’attuale sistema di regole contabili codificate. […]


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